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 Da tempo i Cittadini di Bracciano, anche attraverso la nostra Associazione con il locale Circolo, segnalano situazioni ed episodi di cattiva gestione della cosa pubblica a quei pezzi di politica locale,regionale e nazionale, che probabilmente per difficoltà nel funzionamento degli Organi dello Stato preposti al controllo e in dovere di intervenire, continuano ad operare in ritardo o peggio restano passivi.  Nel corso di quest'ultimi mesi abbiamo segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, presso Organi di Polizia e alle autorità amministrative competenti, situazioni paradossali, quali quelle del potenziale pericolo rappresentato dalla discarica comprensoriale di Bracciano-Cupinoro, già interessata negli anni passati da un disastro ambientale di notevoli proporzioni a cui è seguita, a nostro avviso, una politica incapace di evitare le attuali difficoltà economiche, causa dei numerosi licenziamenti di personale e l'impossibilità di avviare i dovuti lavori previsti dalle procedure del “post mortem”. Il danno ambientale, al patrimonio paesaggistico ed archeologico dell'area , non può essere negato cosi come gli effetti non certo positivi per la salute dei Cittadini. Abbiamo posto più volte la domanda se è possibile escludere che durante la gestione dei privati dell'invaso di Cupinoro, siano stati o meno interrati rifiuti pericolosi, stante una informativa del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Roma che denunciò, a suo tempo, per ipotesi di delitti, riconducibili all'associazione di tipo mafiosa, personaggi che, a vario titolo, operarono in quell'impianto di discarica. Da tutta una serie di episodi verificatisi nel corso degli anni è facile dedurre che nessuno può stare tranquillo e che nessuno può mettere la testa sotto la sabbia. Alle mie esplicite denunce, cosi come quelle fatte da altri, in particolare dall'ex parroco de I Terzi, don Luigi Bergamin, è seguito un inspiegabile silenzio o solo l'annuncio mediatico di non meglio specificati accertamenti i cui esiti tardano ad arrivare. Va da se che oltre il fastidio manifestato dai fans di quella o quell'altra fazione politica, parola grossa in questo caso, si fa finta di non sapere o al massimo si avviano “liti da pollaio” retaggio di vecchi rancori paesani di chi, per partito preso, distingue a chiacchiere “i buoni dai cattivi”.  In molti fanno finta di non sapere che operavano all'interno dell'impianto di discarica, prima dell'anno 2004, personaggi di dubbia moralità che annoveravano numerose denunce degli Organi di Polizia per reati riconducibili alla violazione di leggi a protezione dell'ambiente e della salute delle Persone.

 

Al sottoscritto è bastato fare qualche domanda e leggere la documentazione che non è di difficile reperimento per chiedere l'intervento di chi deve accertare e prevenire . Per chi ha compiti e funzioni di amministrazione e controllo tutto ciò pare sconosciuto, in particolare negli Uffici della Regione Lazio,quindi il problema per costoro non esiste e l'unica cosa che si rompe sono i teli che coprono l'invaso di Cupinoro. Restano al momento coperte alcune domande quali:

 1.Come mai non sono state richieste o ottenuti i pagamenti delle fidejussioni che il privato doveva aver versato nel periodo della gestione ? 2. Con quali pezzi della politica aveva rapporti il gestore privato della discarica ? 3. Chi ha autorizzato i mancati accantonamenti previsti per il post mortem ? 4. Chi pagherà i denari che la Corte dei Conti al momento ritiene un danno erariale? Saranno i Cittadini di Bracciano o quelli della Regione Lazio  a doversi accollare le spese per la gestione del post mortem dell'invaso ? 5. Perchè la Procura della Repubblica di Civitavecchia non dispone, attraverso il Noe di Roma, gli accertamenti necessari per stabilire gli effettivi livelli di sicurezza ambientale dell'impianto, visti i numerosi articoli di stampa che segnalano la pericolosità del sito e se li ha disposti perchè non si informano i Cittadini sul fatto che non c'è pericolo alcuno? 6. Se pericolo esiste si disporrà il sequestro dell'impianto ?  Domande che continueremo a ripetere, fin quando i silenzi saranno l'unico “capping” o meglio il rivestimento previsto  per la “montagna di monnezza” chiamata Cupinoro.

Antonio Turri       “I Cittadini Contro le Mafie e la Corruzione”

 

 

Antonio Turri
Presidente
Nato a Latina l'11 Aprile del 1955. Laureato in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Fino al 2010 è stato nella Polizia di Stato ricoprendo principalmente ruoli a carattere investigativo. È dall'Ottobre 2002 iscritto all'ordine dei giornalisti di Roma ed ha fondato insieme a giovani collaboratori il portale online "I Cittadini".


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Notizie da Twitter @ICittadini_ITA