Era il 4 Giugno 2015, quando l'on. Matteo Orfini, durante la sua conferenza stampa convocata al Nazareno su mafia capitale nel suo intervento a difesa d'ufficio di Marino e Zingaretti ebbe a dire:" "È curioso che una persona come Carminati abbia potuto costruire un sistema criminale di tale entità. Nei prossimi giorni chiederò al Copasir di occuparsi di questa vicenda per capire come i servizi segreti non si siano accorti di cosa stesse facendo una persona a loro evidentemente nota". Orfini, seppur non conosciuto dal grande pubblico dei media, è il presidente nazionale del pd e commissario del malandato partito a roma. Nei giorni a seguire molti compresero che l'affermazione del presidente nazionale del partito di Renzi non era stata probabilmente concordata con alcuno, tant'è che tutti o quasi nel suo partito e a quanto sembra anche dall'opposizione tennero un profilo basso sull'argomento. Il giovane commissario dei dem aveva forse ascoltato affermazioni e fatti non noti sul tema che dovevano e devono restare segreti? Come mai i dubbi “lungimiranti” di Orfini si sono incentrati sul solo nome di Massimo Carminati e non anche su quello di personaggi non di secondo piano nella vicenda come i non meno coinvolti Buzzi e Odevaine? Mistero probabilmente delle fede. In questo caso politica. Forse la dimenticanza era dovuta al fatto che il duo Buzzi-Odevaine appartiene alla stessa area di pensiero politico dell'inviato speciale del Matteo più noto, in quella casa senza vetri che è diventata probabilmente il partito democratico a Roma e dintorni. Ad oggi,visto che il dubbio legittimo dell'onorevole Orfini sembra essere caduto nel vuoto, ci domandiamo: è stata fatta l'annunciata richiesta al Copasir sui motivi per i quali un personaggio come Carminati e i suoi soci in affari Buzzi e Odevaine non erano “attenzionati” dai nostri Servizi? La presidenza del Consiglio da cui dipendono i servizi segreti del nostro Paese ha mai ricevuto informative e riservate su quanto avveniva da anni in materia di rapporti politica-mafie autoctone? C'è stato o meno nel Paese l'ennesimo tentativo di depistaggio da parte di poteri deviati al servizio di padroni occulti? Quale ruolo hanno ricoperto i vertici delle Forze di polizia in questa vicenda? E su tutto, come mai Luca Odevaine che aveva avuto trascorsi discutibili, attraverso l'escamotage del cambio del cognome, era riuscito ad essere di casa nella Prefettura di Roma, in Campidoglio e nel Ministero dell'Interno? Nessuno sapeva? Qualcuno di questi o altri personaggi coinvolti nell'indagine Mondo di Mezzo, meglio conosciuta come Mafia capitale, hanno avuto rapporti con i servizi o pezzi eventualmente deviati di questi? Domande queste che in qualsiasi paese democratico sarebbe legittimo porsi. Quindi nel paese che c'è e non in quello che vorrei mi sussurrava una ulteriore domanda un caro amico :” tira un'aria sporca fatta di politici corrotti, cooperazione ladra,antimafia carnival, mercanti di notizie false e pezzi dello stato nelle mani della filiera copri stragi. Tutti insieme per evitare di affogare? at

 

Antonio Turri
Presidente
Nato a Latina l'11 Aprile del 1955. Laureato in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Fino al 2010 è stato nella Polizia di Stato ricoprendo principalmente ruoli a carattere investigativo. È dall'Ottobre 2002 iscritto all'ordine dei giornalisti di Roma ed ha fondato insieme a giovani collaboratori il portale online "I Cittadini".


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